Sull'anno di costruzione non si hanno notizie certe, ma è ricordata espressamente nel 1173, come attesta Michele Monaco nel Sanctuarium Capuanum, in una bolla diretta all'arcivescovo di Capua Alfano, da Papa Alessandro III.
Un cultore di storia locale e parroco della parrocchia stessa, don Carlo Raimondo, azzarda che, con tutta probabilità, essa sia stata edificata tra il VI e IX secolo d.c.. Di certo fu ricostruita dalle fondamenta nel 1730. In un breve regesto si legge che nel 1737 fu eretto il campanile.
Fu chiesa ricettizia dai tempi di Carlo III di Borbone fino alla soppressione di questa tipologia di chiese, avvenuta nel 1867.
Dopo due cicloni nel 1903 e nel 1905 e, soprattutto, dopo il terremoto del 1931, la chiesa era ridotta in condizioni pessime. La tettoia era pericolante, la terrazza a settentrione con le mura sottostanti marcita; in completo sfacelo il soffitto della navata di mezzo, l’intonaco, i capitelli corinzi, i cornicioni, il pavimento e la tribuna dell’organo. Il parroco don Carlo Raimondo, nel principio del novembre 1932, intraprese i lavori di restauro.
Fu consacrata il 20 agosto 1936 da mons. Salvatore Baccarini, Arcivescovo di Capua, dopo i lavori di restauro voluti da don Carlo Raimondo. Un crollo di alcuni locali laterali, del campanile e parte della facciata è avvenuto a seguito del bombardamento del 1943: la ricostruzione è avvenuta seguendo i motivi e gli spartiti della facciata precedente.